Produzione/Impianti e attività

Impianti e attività

La termovalorizzazione

E’ un processo attraverso il quale si genera energia elettrica tramite la combustione dei rifiuti. La combustione è realizzata con una griglia mobile raffreddata ad acqua/aria; la caldaia integrata nel forno permette di recuperare il calore generato per la produzione di vapore. Il vapore espandendosi aziona una turbina che produce energia elettrica da immettere in rete. I fumi della combustione, dopo aver subìto un primo stadio di depolverazione, con l’ausilio di un elettrofiltro, sono trattati per la componente acida con un sistema secco a bicarbonato di sodio e carbone attivo. Successivamente vengono nuovamente depolverati con un filtro a maniche e infine, privati degli ossidi di azoto tramite un sistema SCR DENOX.

Il compostaggio

Costituisce la riproduzione, in ambienti e atmosfere controllati, del naturale processo biologico di trasformazione della sostanza organica contenuta negli scarti. Mescolando rifiuti di diversa natura, si innescano dei fenomeni di degradazione della miscela ad opera dei microrganismi presenti nell’ambiente. Questi attuano una decomposizione aerobica/anaerobica della miscela, fino ad arrivare, dopo un tempo variabile in funzione della tipologia di processo, a un materiale stabile e igienizzato, pronto per l’utilizzo in agricoltura o nel florovivaismo. Un impianto di compostaggio non è dunque l’ultimo anello della catena produttiva ma il primo della filiera agricola.

Il trattamento e il recupero fanghi da depurazione civile

Il fango è un prodotto derivato dalla depurazione delle acque reflue civili e può essere opportunamente recuperato negli impianti di compostaggio o in agricoltura. è ricco di sostanza organica che permette di migliorare la struttura dei terreni, impedendone il compattamento e garantendo lo scambio di acqua ed elementi nutritivi trasformandosi in un’opportunità economica ed ambientale.

Il trattamento dei rifiuti liquidi

Il trattamento dei rifiuti liquidi non pericolosi è un processo che può essere eseguito con due metodologie
differenti in funzione dei contaminanti da abbattere.

• Il trattamento chimico-fisico a batch avviene in appositi reattori agitati, con l’impiego di reagenti chimici che permettono la chiari-flocculazione del rifiuto. Il surnatante ottenuto viene scaricato direttamente o può
subire ulteriori processi di finissaggio. I fanghi prodotti sono destinati alla linea di disidratazione per essere poi opportunamente smaltiti in discarica.
• Il trattamento di strippaggio e assorbimento dell’ammoniaca è dedicato a quei rifiuti (come il percolato
da discarica) ricchi di ammoniaca. Il rifiuto, opportunamente alcalinizzato, viene fatto percolare all’interno di una torre di strippaggio, investito da una corrente di aria che successivamente viene a sua volta fatta reagire con una soluzione di acido solforico con produzione finale di solfato di ammonio all’interno dell’assorbitore. Il solfato di ammonio viene gestito come sottoprodotto iscritto al Reach e venduto come fertilizzante.

Il processo di smaltimento

I rifiuti, espletate le procedure in ingresso impianto, vengono trasferiti all’interno dei lotti di conduzione per essere messi a dimora previa compattazione con mezzi meccanici e successiva copertura con materiali tecnici (argilla).
Il biogas prodotto dalla degradazione dei rifiuti all’interno del corpo di discarica viene completamente captato per la successiva valorizzazione energetica e l’abbattimento delle emissioni di gas serra in atmosfera. La discarica Acea, ad Orvieto tratta rifiuti non pericolosi; consiste in un’opera realizzata in pendio, ricavata all’interno di un’area calanchiva, con una configurazione della colmata attuata in elevazione per gradoni successivi e coltivata per lotti progressivi orizzontali.