La Nostra Storia

Acea ieri, oggi e domani 

1909-1919
La nascita dell'Aem

Nasce l'AEM, l'Azienda Elettrica Municipale, del Comune di Roma, con l'obiettivo di fornire energia per l'illuminazione pubblica e privata. Nel 1912 viene inaugurata la Centrale di via Ostiense che sarà successivamente intitolata all'assessore al Tecnologico della Giunta Nathan Giovanni Montemartini

1920-1929
La costruzione delle centrali

Terminato il conflitto, si avviano iniziative per la ripresa e lo sviluppo industriale della capitale. L’energia elettrica dell’Aem, della cui commissione amministratrice fa parte Guglielmo Marconi, diventa fattore fondamentale per la modernizzazione della città. Nel 1923 l’Azienda, la cui sede centrale l’anno prima si è trasferita da piazza Monte d’Oro a via Milano, procede al potenziamento della centrale termoelettrica Montemartini. Nel 1926 l’Aem assume la denominazione di Aeg, Azienda elettrica del Governatorato di Roma. I lampioni della città ammontano a quasi 18mila, circa 13mila in più del 1915, ed è potenziata la centrale di Castel Madama. Un anno dopo a Mandela entra in esercizio un’altra centrale idroelettrica, la Galileo Ferraris.

1930-1939
L'acquisizione del servizio idrico

Per la crescente richiesta di elettricità dovuta al rilevante incremento demografico ed edilizio della città, nel 1931-1933 l’Aeg potenzia la centrale Montemartini con l’aggiunta di due motori di dimensioni ciclopiche, gemelli di quelli che consentiranno al transatlantico Rex di stabilire il nuovo record di velocità nell’attraversamento dell’Oceano Atlantico.
Il 2 settembre 1937, con effetto dal 1° gennaio dello stesso anno, il Governatorato di Roma affida la gestione degli acquedotti comunali, la costruzione e la gestione dell’acquedotto del Peschiera all’Aeg che cambia denominazione in Agea, Azienda governatoriale elettricità e acque.

1940-1949
La guerra e la faticosa ripresa

L’8 maggio 1940 viene inaugurata la centrale idroelettrica di Salisano costruita in una caverna lungo il percorso dell’acquedotto del Peschiera. Nel corso della guerra gli impianti di produzione elettrica subiscono ingenti danni. Si salva soltanto la centrale Montemartini, unico impianto nel 1944 ancora in funzione. Dopo la liberazione della città, i tecnici aziendali fanno miracoli nell’opera di riattivazione degli impianti danneggiati. Entro la fine del 1945, l’ex Agea, ora Acea - Azienda comunale dell’elettricità e delle acque - assicura una regolare erogazione elettrica, sebbene a una potenza nettamente minore di quella precedente al conflitto. Nel 1949 entra in servizio l’acquedotto del Peschiera, la cui fontana mostra viene eretta da Acea a piazzale degli Eroi.

1950-1959
I piani dell’Azienda per la città

Il 30 marzo 1953 il Consiglio capitolino approva il piano Acea per l’autosufficienza elettrica e per migliorare il sistema idrico cittadino. C'è necessità di opere urgenti da realizzare entro il 1958: centrali e ricevitrici elettriche, centri idrici, completamento dell’acquedotto del Peschiera, ricerca di nuove falde acquifere e costruzione di altri acquedotti. Nel 1954, utilizzando le acque del basso Nera, entra in esercizio la centrale di Orte intitolata a Guglielmo Marconi e nel 1958 quella di Sant’Angelo in Abruzzo. In previsione delle Olimpiadi romane del 1960, Acea modernizza gli impianti di illuminazione pubblica della città, estendendo il servizio anche in molte strade delle periferie in continua espansione.

1960-1969
Si rafforza la posizione nel settore idrico-potabile

Nel 1962 l’Azienda comunale dell’elettricità e delle acque trasferisce la sua sede principale a piazzale Ostiense. Continua in tutta la città di Roma il potenziamento dell’illuminazione pubblica. con l'installazione di nuovi lampioni. Nello stesso anno, a seguito della nazionalizzazione del servizio elettrico, Acea deve cedere all’Enel tutti gli impianti costruiti in compartecipazione con le imprese elettriche private e quindi, dal 1969, punta a migliorare il servizio razionalizzando e rafforzando il sistema di distribuzione. Nel settore idrico l’Azienda si avvia a diventare leader nazionale: il 14 ottobre 1964, in seguito alla scadenza della concessione alla Società Acqua Pia Antica Marcia, il consiglio comunale di Roma le affida la gestione dell’acquedotto Marcio. Il 7 novembre il Tribunale delle Acque conferma la deliberazione comunale e Acea diventa il gestore di tutto il servizio idrico-potabile della capitale.

1970-1979
La nascita di un grande sistema acquedottistico

Acea continua a ottimizzare il sistema di distribuzione: costruisce ricevitrici, centri di trasformazione e avvia il telecontrollo della rete elettrica. Partono anche gli studi per lo sfruttamento dell’energia solare e per la progettazione di una centrale di cogenerazione. Si rafforza l’impegno nel settore idrico e si bonificano le borgate. Nel 1971 entra in funzione il nuovo acquedotto del Peschiera in sinistra del Tevere e nel 1976 cominciano i lavori per potenziare l’acquedotto Marcio con l’apporto di nuove acque. Nel settembre 1976 l’Amministrazione comunale approva il piano Acea di risanamento idrosanitario e di illuminazione stradale di 82 borgate romane. Nel 1979, con la captazione dalle sorgenti delle Capore, nasce il sistema acquedottistico Peschiera-Capore, uno dei più grandi d’Europa.

1980-1989
La depurazione e l’acquisizione di nuove attività

Nel 1984 viene completata la fognatura circumlacuale del lago di Bracciano ed entra in funzione il relativo impianto di depurazione. Nel 1985 Acea acquisisce la gestione della depurazione delle acque reflue della capitale. Nel 1984 entra in funzione la centrale di cogenerazione di Tor di Valle: che produce energia termica per il teleriscaldamento domestico del quartiere Torrino Sud. Acea nel 1988 riveste di nuove luci il Colosseo e avvia il piano di illuminazione delle zone intorno allo stadio Olimpico, in vista dei campionati mondiali di calcio del 1990. Nel 1989 assume la gestione dell’illuminazione pubblica in regime di municipalizzazione. Nel 1989 Acea cambia nome in Azienda comunale dell’energia e dell’ambiente.

1990-1999
La quotazione in Borsa

Nel 1991 il Comune trasforma Acea in Azienda speciale e il 1° gennaio 1998 prende il via la SpA. Dal 19 luglio 1999 Acea SpA è quotata in Borsa e attiva un intenso processo di societarizzazione. Nel 1996 entra in esercizio la nuova centrale a ciclo combinato di Tor di Valle. Tra il 1996 e il 1999 vengono realizzate importanti illuminazioni artistiche, tra le quali: il Foro Romano, i Fori Imperiali, il Palatino, il Circo Massimo, palazzo Montecitorio e i palazzi del Campidoglio, Villa Adriana, la Domus Aurea e la Basilica di San Pietro. Nel 1993 entra in esercizio il centro idrico Eur e si potenzia il sistema depurativo della città. In attuazione della legge Galli, nel Lazio, Acea viene individuata come soggetto gestore del servizio idrico integrato dell’Ato 2.

2000-2009
Il nuovo marchio e la wealth economy

Il 4 dicembre 2000 l’Azienda cambia marchio e lancia una campagna istituzionale che coniuga la crescita economica con il rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Le foto sono realizzate dal fotografo di fama mondiale Sebastiao Salgado. Nel 2001 Acea acquisisce la rete Enel di distribuzione elettrica romana. Nel 2001 Acea, a capo di un raggruppamento di imprese, si aggiudica in Campania la gestione del servizio idrico integrato dell’Ato 3 Sarnese-Vesuviano e, in Toscana, dell’Ato 2 (Pisa) e dell’Ato 6 (Grosseto-Siena). Nel 2002 vince la gara dell’Ato 3 (Firenze) e fa sua anche quella per la gestione dell’Ato 5 Lazio Meridionale - Frosinone. A luglio dello stesso anno l’Amministrazione comunale di Roma affida ad Acea la gestione di tutto il sistema fognario della città. Sempre nel 2002, ad ottobre, i sindaci di 111 comuni del Lazio affidano ad Acea Ato 2, il servizio idrico integrato dell’Ato 2 Lazio Centrale (l'Ato comprende oltre ai 111 comuni anche Roma).
Acea consolida la sua leadership nazionale.

2010-2016
Verso un'azienda sempre più digitale

Il 5 giugno 2014 l’Assemblea degli Azionisti nomina un nuovo Consiglio di Amministrazione e presidente Catia Tomasetti. Non solo è la prima donna presidente di Acea ma anche l'unica in tutta Europa a presiedere il CdA di una multiutility quotata. Il 9 giugno il Cda nomina Alberto Irace amministratore delegato della società. Nel febbraio del 2015 Tomasetti e Irace presentano alla stampa “Acea 2.0: investimenti per 500 mln per la gestione digitale di infrastrutture e reti”. “Dare vita ad Acea 2.0 – dichiara la Presidente di Acea - è uno degli obiettivi che consideriamo più importanti del nostro mandato”. “L’applicazione del Work Force Management e della nuova modalità di bandi – sottolinea l’Amministratore Delegato - porterà molta più efficienza in tutte le nostre attività”.

Nel marzo del 2016, il Consiglio di Amministrazione di Acea approva il Piano Industriale del Gruppo 2016-2020. Il Business Plan conferma la focalizzazione della strategia sulle attività regolate, sull’innovazione e razionalizzazione dei processi interni, nonché sulla qualità del servizio. Le previsioni tengono conto del nuovo quadro regolatorio della distribuzione elettrica e idrica, con conseguente ottimizzazione dell’allocazione delle risorse nelle aree di business maggiormente redditizie. Sono, inoltre, ipotizzate un’accelerazione e un incremento degli obiettivi di efficienza soprattutto con riferimento al progetto di innovazione digitale Acea 2.0.