Mobility Manager: un nuovo professionista per la sostenibilità dei trasporti

Il tema degli spostamenti-casa lavoro è sempre più al centro dei dibattiti che affrontano il problema della mobilità sostenibile. A maggio 2021, il Ministro dei Trasporti e delle Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha emanato, con il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, il decreto sull’istituzione del Mobility Manager. Anche se, in realtà, la gestione dei trasporti e la figura a essa dedicata in Italia è riconosciuta ormai da oltre vent’anni. Cosa è cambiato e di cosa si occupa oggi il mobility manager?

Mobility management: cos’è

Prima di capire nel dettaglio cosa fa il mobility manager, è opportuno specificare come sia nato questo ruolo nella normativa italiana. Questa figura esiste dalla fine degli anni Novanta, istituita in Italia con il decreto ministeriale del 27 marzo 1998. Il decreto “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” è stato emanato con l’urgenza di avviare le prime iniziative per rispettare gli obiettivi ambientali stabiliti dal protocollo di Kyoto del 1997, l’accordo internazionale, entrato in vigore ufficialmente nel 2005, per contrastare il riscaldamento climatico. L’articolo 3 del decreto ha istituito la figura di un “responsabile della mobilità aziendale”. Le imprese e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti, recita il decreto ministeriale, sono tenuti a adottare un piano di spostamenti casa-lavoro per il proprio personale dipendente. Tale piano è gestito dalla figura del mobility manager aziendale e ha come fine quello di ridurre i mezzi di trasporto privati individuali e migliorare l’organizzazione degli orari per limitare il traffico.

Dopo alcuni tentativi di individuare con maggiore dettaglio l’area di competenza del mobility manager, è solo con la pandemia che la figura è stata rilanciata nel concreto. Dopo che molti milioni di italiani hanno iniziato a lavorare in smart working, la mobilità urbana è cambiata ed è per questo che il 12 maggio 2021 i ministri Giovannini e Cingolani hanno firmato il decreto “Modalità attuative delle disposizioni relative alla figura del mobility manager”.

Mobility Manager

Cosa dispone il Decreto Mobility Manager 2021?

Il decreto in questione specifica ulteriormente il perimetro di azione di tale figura e stabilisce il concetto di mobility management aziendale. La persona responsabile è una figura specializzata nella gestione e nella promozione della mobilità sostenibile per quanto riguarda gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente.

Il decreto istituisce inoltre la figura di “mobility manager d’area”. Questa è la figura specializzata nel supporto al Comune presso il quale è nominato nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile. Nonché, inoltre, nello svolgimento di attività di raccordo tra i mobility manager aziendali.

Il decreto del 12 maggio 2021 definisce anche un nuovo obbligo di nomina per i mobility manager. Mentre inizialmente la figura doveva essere inquadrata per le aziende con più di 300 dipendenti, ora il requisito scende a 100 per ogni singola unità locale. L’obbligo per le aziende si estende all’istituzione di un piano degli spostamenti casa-lavoro ogni anno per il proprio personale dipendente. I requisiti per cui scatta l’obbligatorietà sono i seguenti:
 

  • L’azienda deve avere almeno 100 dipendenti
  • L’azienda deve avere sede in un capoluogo di regione o in un capoluogo di provincia o in una città con più di 50.000 abitanti.

Per le aziende che non rispettano i seguenti requisiti non scatta l’obbligo, ma solo la facoltà di individuare la figura del mobility manager.

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Mobility manager: cosa fa?

Quali sono nel dettaglio le mansioni di un mobility manager aziendale? Le funzioni del mobility manager sono di supporto professionale continuativo alla gestione della mobilità sostenibile dei dipendenti dell’azienda. Fattivamente si occupa di decidere, pianificare, programmare, gestire e promuovere le situazioni ottimali di mobilità sostenibile per la sua azienda.

Nello specifico, quindi, il mobility manager:
 

  • Promuove, attraverso l’elaborazione del PSCL (piano degli spostamenti casa-lavoro), una mobilità sostenibile;
  • Può adeguare il PSCL sulla base delle indicazioni ricevute dal comune;
  • Verifica l’attuazione del PSCL;
  • Monitora lo spostamento dei dipendenti e l’andamento dell’adozione del PSCL;
  • Si accerta dell’attuazione del PSCL attraverso valutazioni e può avviare indagini per misurare il livello di soddisfazione tra il personale dipendente;
  • Cura i rapporti con enti pubblici e privati coinvolti nella gestione degli spostamenti del personale dipendente;
  • Attiva, cura e gestisce le iniziative di informazione, di promozione e di sensibilizzazione sul tema della mobilità sostenibile;
  • Insieme al mobility manager d’area, indaga la funzionalità e la sicurezza di itinerari ciclabili e pedonali, l’efficacia del trasporto pubblico e lo sviluppo di mobilità condivisa al fine di promuovere tali servizi al personale dipendente.
Mobility Manager

Come diventare mobility manager aziendale?

Il decreto del 12 maggio 2021 (“Modalità attuative delle disposizioni relative alla figura del mobility manager”) evidenzia il percorso da intraprendere per assumere il ruolo di mobility manager.

Infatti, questa figura viene nominata tra soggetti che sono in possesso di una elevata e comprovata competenza professionale. Oppure tra individui che abbiano solida esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela dell'ambiente. Per quanto non sia richiesto uno specifico corso di studi, sono nati di recente numerosi master di primo e di secondo livello per preparare nuove figure professionali. I programmi comprendono generalmente:
 

  • Basi di mobilità urbana e di geografia umana;
  • Normativa di riferimento;
  • Marketing e comunicazione;
  • Principi di logistica;
  • Conoscenza dei principi alla base delle smart cities;
  • Tecnologie e nuovi servizi, come car sharing, car pooling, veicoli elettrici e biocarburanti.

Oltre alle conoscenze teoriche, è inoltre essenziale avere proattività e disporre di capacità relazionali e comunicative.

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