Auto ibride plug-in, ecco come funzionano e perché convengono

Quello dell’hybrid è un trend in crescita e il suo mercato è in continua evoluzione, anche grazie agli incentivi del Governo e delle amministrazioni regionali. Oggi, chi punta sulle auto ibride sceglie una tecnologia pulita ed ecologica con la possibilità di avere diverse agevolazioni come bonus ed esenzione dal bollo. In particolare, le auto ibride plug-in, le più ecologiche della tipologia, possono beneficiare di un incentivo fino a 6.500 euro.

Auto ibride con ecobonus

Con il Decreto Agosto (decreto-legge n.104 del 14 agosto 2020), entrato appunto in vigore il 15 agosto 2020, il Governo ha introdotto gli incentivi per auto ibride 2020, volti all’acquisto di veicoli privati con emissioni ridotte di CO2.

L’Ecobonus auto prevede sconti da 1.500 a 6.500 euro per tutti coloro che decidono di acquistare una vettura ibrida o elettrica. Il suo successo è stato tale da spingere il Governo a confermare anche per il 2021 il fondo statale per contributi e incentivi.

L’incentivo statale è riferito all’acquisto di auto elettriche o ibride dal 1°agosto 2020 al 31 dicembre 2021, con emissioni di CO2 fino a 60 grammi al km, e fino a una soglia massima di spesa pari a 61.000 euro (IVA inclusa) o 50.000 euro (IVA esclusa).

Per quanto concerne le auto ibride usate, sono previsti bonus anche per chi rottama un veicolo omologato nelle classi da Euro 0 a Euro 3 per acquistarne uno usato Euro 6, oppure ibrido con emissioni di CO2 massime di 60 g/km. In questi casi è previsto uno sconto del 40% degli oneri fiscali sulla tassa di proprietà.

Auto ibride plug-in

 

Auto ibride: come funzionano

Le auto ibride sono veicoli che rispettano l’ambiente, riducendo i consumi e l’emissione di CO2. Sono macchine equipaggiate con due motori differenti, quello elettrico affianca il propulsore alimentato a benzina o a gasolio, consentendo un significativo risparmio di carburante.

Le auto ibride possono avere tre diversi tipi di powertrain (il gruppo motopropulsore che include il motore con tutti i suoi componenti, la trasmissione e gli organi finali:
 

  • Full hybrid - Combinano il motore termico a quello elettrico per aumentare l’efficienza del powertrain. L’autonomia e le prestazioni dipendono dalla potenza della batteria, che si ricarica con il recupero di energia in rilascio. Con questi veicoli la trazione è effettuata dal motore termico o da quello elettrico, in base alle condizioni di marcia: se le batterie sono cariche la partenza dell’auto avverrà in modalità elettrica, mentre in fase di accelerazione i due motori lavorano insieme per aumentare le prestazioni dell’auto; in fase di rilascio o in frenata, invece, il dispositivo elettrico si trasforma in generatore, ricaricando le batterie. Le auto full hybrid, quindi, non devono essere attaccate ad un presa per ricaricare le batterie.
     
  • Mild hybrid - Utilizzano il motore elettrico durante la messa in moto e la marcia a bassa velocità. Il motore elettrico quindi funziona da alternatore e starter, oltre che da supporto al motore termico durante l’accelerazione.
     
  • Plug-in Hybrid - Funzionano come le Full Hybrid, ma possono viaggiare anche in modalità elettrica per almeno 50/70 km, in base al tipo di modello e alla capacità della batteria utilizzata. Le batterie si ricaricano ad una presa elettrica domestica oppure presso una colonnina di ricarica. Le ibride plug-in sono attualmente le auto che offrono la tecnologia ibrida più performante, a fronte però di costi di acquisto più elevati.

 

Come si ricaricano le auto ibride? La batteria legata al propulsore elettrico si ricarica in tutte le fasi di accelerazione e in quelle di decelerazione e frenata: è infatti l’auto stessa che trasforma in energia elettrica l’energia dissipata sotto forma di calore in fase di frenata o di attrito in fase di decelerazione.

Nei modelli plug-in, invece, una presa elettrica permette di caricare la batteria tramite la rete di casa (in questo caso è consigliabile installare una wallbox) o le colonnine dislocate sul territorio. Solitamente le batterie possiedono una garanzia valida 5 anni che, in seguito a dei controlli annuali, può essere prorogata di altri 60 mesi.

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Auto ibride: ricarica privata o domestica

Colonnine a parte, la ricarica di un’auto ibrida può anche avvenire in casa. Il momento ideale è quello in cui l’auto è in sosta nel proprio box, perché in questo modo la ricarica della batteria può lavorare lentamente, e con una potenza (kW) ridotta.

Ma sono consigliate anche delle piccole ricariche parziali, effettuate prima che l’auto si scarichi del tutto.

È possibile ricaricare l’auto elettrica collegandola al proprio contatore, senza necessità di una contabilizzazione separata, e senza alcuna autorizzazione specifica. I cavi sono due: uno con spina Schuko, anche dotato di centralina di controllo in modo da non sovraccaricare la rete domestica; ed uno con spine Mennekes per prese CCS (Combined Charging System) a 7 pin.

Si può ricorrere alle normali prese di corrente, come ad esempio le Schuko, ma solo occasionalmente perché queste non sono progettate per resistere a potenze elevate e continuative. E dal momento che la sicurezza è importante è bene scegliere il punto di ricarica più sicuro all’interno della propria abitazione, magari avviando le ricariche durante la notte, nel box o in garage, o comunque in un luogo isolato. A questo scopo è consigliato installare una presa CEE industriale, che garantisca prestazioni più sicure, rispetto alla classica Schuko.

Come anticipato, in caso di ricarica domestica dell’auto elettrica è consigliabile installare una wallbox, ossia una stazione di ricarica per veicoli elettrici ad uso privato. L’installazione di questo dispositivo permette anche di accedere a degli incentivi fiscali. Il decreto Rilancio ha introdotto la possibilità di portare in detrazione fiscale il 110% delle spese sostenute per realizzare un punto di ricarica privato per l’auto elettrica o ibrida plug-in.

Questa possibilità si aggiunge alla detrazione già esistente del 50% delle spese sostenute da detrarre in 10 quote annuali. Il contribuente in possesso dei requisiti necessari ad ottenere il bonus al 110% potrà pertanto beneficiare della detrazione introdotta dal decreto Rilancio; tutti gli altri potranno continuare a beneficiare della detrazione al 50% in 10 anni.

Se la potenza del proprio contatore è limitata è una buona pratica ricaricare l’auto durante la notte e cioè nel momento in cui le altre utenze elettriche non sono in funzione. E se non dovesse bastare si potrà comunque richiedere un aumento di potenza. In questo modo l’auto ibrida plug-in diventa a tutti gli effetti un “elettrodomestico” come gli altri.

Quanto alla velocità di ricarica, questa dipende dalla potenza (kW) con cui si ricarica, e dalla potenza massima accettata dal caricabatterie interno al veicolo.

Il consumo di una ricarica piena, espresso in kWh e cioè quello che viene addebitato in fattura, dipende dal veicolo e dalle dimensioni della batteria. Auto con chilometri di autonomia maggiori, hanno anche una capacità di batteria più elevata, e richiedono quindi più energia per una ricarica completa. Mediamente il kWh costa in bolletta circa 0,21 euro; perciò con 1 euro si possono percorrere circa 30 Km.

In caso di acquisto di un’auto elettrica è quindi opportuno scegliere le migliori offerte luce Acea Energia per la tua casa in modo da risparmiare sui consumi per la ricarica e viaggiare in modo green.

Auto ibride plug-in

Auto ibride ed elettriche: come funzionano e le differenze

Sono veicoli dotati di due differenti tipi di elettrificazione, diverse quindi sia dal punto di vista tecnico che pratico.
Le vetture ibride, avendo come fonte di energia principale la benzina o il gasolio, vantano una maggiore autonomia e inquinano meno.
Le auto completamente elettriche, invece, sono al 100% green: non inquinano l’ambiente e non sono rumorose.

Auto ibride plug-in 2021: la loro convenienza

Ma che cos’è una ibrida plug-in? È l’evoluzione delle auto ibride ed elettriche, che unisce i vantaggi dell’uno e dell’altro veicolo: le ibride plug in infatti possono essere ricaricate direttamente dalla rete elettrica domestica come un'auto elettri, ma sono dotate anche di un motore a benzina come un'auto ibrida.. L’introduzione della presa per la ricarica (plug-in) infatti, rende le auto ibride molto più versatili.

Quasi tutte le case automobilistiche presentano almeno un modello dotato di questa tipologia di alimentazione. Tanto più che gli incentivi compensano i prezzi di listino mediamente più elevati. E la convenienza sembra essere confermata anche dal fatto che le ultime auto ibride in commercio arrivano a percorrere circa 50 km con la spinta del solo motore elettrico, ossia mediamente una normale giornata a bordo, senza consumi di benzina.

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