Termosifoni in ghisa: caratteristiche, vantaggi e consigli di manutenzione

I termosifoni in ghisa rappresentano tuttora una soluzione valida per coniugare risparmio energetico e necessità di riscaldarsi? Ormai sul mercato da molti anni, i radiatori in ghisa sono tra i modelli più diffusi di caloriferi. Nonostante i modelli in acciaio e alluminio i termosifoni in ghisa continuano ad essere particolarmente gettonati. Scopriamo perché, quanto costano e quanto i loro consumi incidono sul costo della bolletta.

Come funzionano i termosifoni in ghisa

Se si sta provvedendo ai lavori di ristrutturazione di una casa la domanda è d’obbligo: meglio continuare con i caloriferi in ghisa o passare ad un sistema di riscaldamento più moderno? I termosifoni di ghisa hanno accompagnato la nostra infanzia scandendo le giornate scolastiche, e sono ancora oggi largamente utilizzati negli edifici pubblici e nelle case.

Il principio di funzionamento di un termosifone in ghisa è semplice: il radiatore è composto da tubi collegati alla caldaia, all’interno dei quali avviene il passaggio del calore. L’acqua riscaldata dalla caldaia sale in direzione dei caloriferi, che possono essere collocati in qualsiasi stanza di casa. Inoltre è presente un meccanismo di circolazione dell’acqua inverso, che serve a rimandare alla caldaia l’acqua da riscaldare nuovamente e da trasformare in calore. Il funzionamento dei radiatori in ghisa si basa infatti su aumento e diminuzione al loro interno di liquidi riscaldati.

Oltre ad una valvola dello spurgo, un termosifone è provvisto anche di una valvola termostatica che permette di regolare e limitare la portata del fluido in ingresso e di tappi per termosifoni in ghisa, ovvero valvole di chiusura per le uscite non utilizzate.

I vantaggi di un termosifone in ghisa

Tra i principali vantaggi di un termosifone in ghisa elenchiamo:

  • Costi di manutenzione contenuti: la ghisa è una lega di ferro e carbonio pressoché inattaccabile dagli agenti esterni. Questo tipo di termosifone, quindi, non è soggetto a corrosione e ha un ciclo di vita che supera anche il mezzo secolo
  • Inerzia termica: anche una volta spento l’impianto, il termosifone in ghisa è capace di propagare calore nell’ambiente
  • Componibilità: i termosifoni in ghisa sono modulari e permettono di aggiungere o rimuovere elementi a seconda delle necessità. Questa soluzione, legata a diverse variabili tra cui lo spazio a disposizione, favorisce un consumo consapevole e permette di tenere sott’occhio i costi della bolletta

I caloriferi in ghisa possono essere montati sia in orizzontale che in verticale. Il numero di elementi che li compongono varia a seconda delle esigenze. In un ambiente piccolo si può optare per un termosifone in ghisa da tre o quattro elementi, mentre in una stanza più grande (come ad esempio un salotto) si può prevedere di aggiungere elementi o di posizionare due radiatori su lati diversi. Tra i vantaggi rientra appunto la possibilità di inserire ulteriori elementi una volta montato il termosifone, anche a distanza di anni.

Quando sono consigliati i termosifoni in ghisa? Essendo apparecchi che hanno bisogno di diverso tempo per raggiungere una temperatura ideale, massimizzano il loro rendimento nelle case (o negli uffici) che vengono riscaldate per molto tempo durante la giornata.

Qualche svantaggio

Al contrario un radiatore ghisa diventa controproducente se la casa resta disabitata per buona parte della giornata. Avendo un tempo di riscaldamento lungo, legato all’ingente quantitativo d’acqua da scaldare, in casi del genere può essere sostituito da un termosifone in acciaio o in alluminio.

Tra gli altri svantaggi di un calorifero di ghisa si segnalano anche i problemi inerenti trasporto e installazione (legati al peso dei termosifoni) e una manutenzione più complicata. Mentre le spese per la pulizia sono modeste, infatti, lo stesso non si può dire per fatica e tempo richiesto per intervenire sul materiale ferroso.

Termosifoni in ghisa: come funzionano e come sceglierli

Termosifoni in ghisa o alluminio?

Come orientare la scelta tra termosifoni in ghisa e alluminio? La differenza principale riguarda tempi e modalità di riscaldamento. L’acciaio, infatti, si scalda e si raffredda rapidamente ed è un materiale indicato per chi trascorre la maggior parte delle ore di una giornata fuori casa o per chi ha una seconda abitazione. Sulla decisione influiscono le abitudini di consumo: chi ha bisogno di un riscaldamento istantaneo può privilegiare i caloriferi in alluminio, chi trascorre la giornata in casa ha nei termosifoni in ghisa la soluzione ottimale. Da non trascurare neppure l’estetica e i prezzi, due variabili che depongono a favore dei termosifoni in alluminio. Se l’occhio vuole la sua parte, insomma, collocare termosifoni in ghisa in una casa contemporanea rischia di tradursi in un vero e proprio autogol.

Prezzi dei termosifoni in ghisa

Dal materiale scelto per i termosifoni deriva l’efficienza energetica. Sulla scelta influisce anche il costo. In assoluto i radiatori più costosi sono quelli in acciaio, mentre per i termosifoni in ghisa i prezzi sono leggermente più elevati rispetto a quelli in alluminio. In genere per quanto riguarda i caloriferi in ghisa i prezzi dipendono dalla forma dei moduli (che può essere a colonne o a piastre) e dal numero dei moduli installati. Sulla spesa finale incidono anche le finiture scelte.

In media un radiatore in ghisa a colonne costa tra i 20 e i 30 euro ad elemento (intorno ai 50-100 a corpo), mentre un termosifone in ghisa orizzontale può costare tra i 150 e i 250 euro a corpo.

Modelli e stile

È utile sapere che i termosifoni in ghisa possono essere installati ovunque si voglia e che sul mercato sono presenti modelli a versione liscia o con decorazioni di rilievo, con stile retrò. I termosifoni in ghisa moderni sono di solito in stile liberty e sono quelli normalmente utilizzati nelle case arredate dagli anni ’50 in poi. Presentano forme squadrate allungate, con i moduli che possono raggiungere anche un metro di lunghezza.

Manutenzione

I termosifoni in ghisa richiedono una manutenzione periodica che riguarda la pulizia e lo sfiato. Ma vista la longevità di questo tipo di radiatori, spesso si presenta anche la necessità di intervenire sull’estetica. Vediamo allora come pulire e sfiatare, ma anche come sverniciare e pitturare i termosifoni in ghisa.

Come pulire i termosifoni in ghisa

Pulire i termosifoni in ghisa richiede tempo e pazienza. Per farlo occorre dotarsi di sapone neutro, un panno in microfibra (da evitare il cotone) e, ove necessario, sgrassatore. La resa migliore si ottiene disponendo anche di un pulitore a vapore. In genere, indipendentemente dal lavaggio, è indispensabile spolverare i termosifoni. Questa operazione permette di rimuovere i depositi di sporco accumulati e si può eseguire sia tramite una spazzola a manico lungo che con un ventilatore: abbinando alla sua accensione un panno (da porre dietro al termosifone), si riesce facilmente a catturare tutta la polvere. A questo punto si può intervenire sulle macchie più datate, usando una miscela di acqua e detersivo neutro da spruzzare e lasciare agire per circa un quarto d’ora. Se le macchie non vengono via, si può ripetere la procedura munendosi di uno sgrassatore. Eseguendo, inoltre, la pulizia con vapore si riesce a prevenire l’insorgere della muffa.

Come sfiatare i termosifoni in ghisa

Prima dell’arrivo del periodo dell’accensione dei caloriferi è indispensabile procedere con una serie di operazioni indispensabili. Tra i lavori di manutenzione alla caldaia rientra lo sfiato dei termosifoni. La pratica di spurgare i radiatori va fatta in autunno (o comunque con la caldaia fredda). Questa operazione serve a rimuovere l’aria e a garantire l’efficienza dell’impianto, evitando che le bolle d’aria impediscano al riscaldamento di diffondersi in maniera omogenea. Per farla bisogna agire sulle valvole per termosifoni in ghisa, aprendole lentamente dopo aver avuto cura di posizionare in terra un recipiente per raccogliere l’acqua. Far uscire tutta l’acqua fin quando il getto non diventa costante. Solo a questo punto si può richiudere la valvola.

Verniciare i termosifoni in ghisa

Una procedura che si può effettuare per rinnovare gli elementi più datati e dare colore all’ambiente è la verniciatura dei termosifoni. In questo caso le operazioni da compiere sono le seguenti:

  • Rimuovere il termosifone in ghisa dal muro,
  • Proteggere pareti e pavimento con del cartone,
  • Pulire il termosifone, carteggiare con carta abrasiva ed eliminare le eventuali macchie di ruggine,
  • Dotarsi di pennello piatto (per le parti frontali e laterali) e di uno curvo (parti interne) e di smalto per termosifone.

A questo punto si è pronti per verniciare il termosifone. Lasciare asciugare la pittura e rimontare il termosifone una volta ultimata l’operazione. Si tratta di un tipo di manutenzione da fare rigorosamente nei mesi in cui non si usano i radiatori.

Come sverniciare i termosifoni in ghisa

Ci si può trovare di fronte anche a un’altra necessità, ovvero quella di sverniciare termosifoni in ghisa. Prima di pitturare un termosifone, infatti, va preparata la superficie togliendo eventuali accumuli di ruggine o la vernice biancastra standard. Anche in questo caso bisogna togliere il termosifone dal muro, svuotare l’acqua e appoggiarlo su un piano di lavoro. Per effettuare la scartavetratura si può optare per la sabbiatura, oppure usare carta abrasiva o una levigatrice. In alternativa si possono usare gli sverniciatori chimici, sostanze che agiscono per rimuovere la vernice. Una volta ultimata l’operazione, si può provvedere a pitturare i radiatori.

Termosifoni in ghisa: come funzionano e come sceglierli

Migliore caldaia per termosifoni in ghisa

Se si decide di installare i termosifoni in casa, un ruolo cruciale è rivestito dalla caldaia. Qual è la migliore caldaia per termosifoni in ghisa? Le caldaie a condensazione hanno un principio di funzionamento antitetico a quello dei caloriferi in ghisa che, come abbiamo visto, lavorano per inerzia termica. Disponendo di un’efficienza elettrica migliore rispetto alle altre, le caldaie a condensazione hanno processi rapidi e quindi in contrasto con quelli dei radiatori in ghisa. A meno che non si abbia un’abitazione con un adeguato isolamento termico, dunque, si rischia di produrre calore inutile e di sprecare energia. Per questo motivo in presenza di termosifoni in ghisa risulta più intelligente affidarsi a una caldaia tradizionale, i cui tempi di funzionamento sono più simili a quelli dei caloriferi in ghisa.

Massimizzare i vantaggi dei termosifoni in ghisa

Come abbiamo visto, i termosifoni ghisa presentano una serie di vantaggi, dall’affidabilità alla resistenza passando per la sicurezza, i ridotti costi di manutenzione e la modularità. Una volta scelti, c’è solo un modo per massimizzare i loro vantaggi: abbinarli al giusto fornitore di energia.

Per risparmiare ulteriormente sulla bolletta, infatti, è indicato affidarsi a un fornitore serio e consolidato, in grado di proporre delle offerte personalizzate in base alla tipologia di consumo, come le offerte Luce e Gas di Acea Energia che permettono di dare un taglio ai costi superflui.

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