Ecosistema:
cosa significa e perché è importante

Sentiamo spesso parlare di ecosistemi: quanto siano importanti e quanto sia necessario tutelarli per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Ma chiariamo cosa sono esattamente. Un ecosistema è un insieme complesso in cui coesistono, in profondo equilibrio, due elementi: gli organismi viventi e l’ambiente fisico. Cosa significa e perché è importante che questo equilibrio non si alteri?

Ecosistema: significato e definizione

Il termine ecosistema è stato coniato nel 1935, e per definizione descrive una struttura complessa composta da due parti: la comunità biologica (cioè gli esseri viventi) o parte biotica e la parte abiotica, cioè dell’ambiente fisico.

Si dice “abiotica” (“senza vita”: parola composta dal greco bios, cioè vita, e dal prefisso a- che significa senza) perché include tutto ciò che non è organico. Quali sono le componenti non viventi di un ecosistema? Per esempio il suolo, le rocce, ma anche l’acqua e l’aria, nonché i fattori climatici tipici di quell’ecosistema.

La parte “biotica”, quindi vivente, è quella composta da animali e piante. Un ecosistema può ospitare un’elevata biodiversità, la cui tutela è parte fondamentale di questo delicato equilibrio.

Cos’è un ecosistema

Ecosistema: caratteristiche

Qualsiasi ecosistema, per essere definito tale, deve rispondere a quattro caratteristiche:
 

  1. Deve essere un sistema aperto e, in quanto sistema vivente, avere contatti in entrata e in uscita con altri sistemi e con l’ambiente esterno;
  2. Deve essere un insieme formato sempre da una parte abiotica e da una biotica;
  3. Deve essere in connessione con altri ecosistemi, con i quali formare “macro-ecosistemi”, detti anche paesaggi;
  4. Deve raggiungere e mantenere nel tempo un equilibrio dinamico.

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Come funziona un ecosistema e come mantiene l’equilibrio

Al fine di capire cosa sia l’equilibrio di un ecosistema, è bene prima chiarire quale sia il suo funzionamento. Tranne rarissime eccezioni, gli ecosistemi terrestri ottengono la loro fonte primaria di energia dalla radiazione solare, cioè dai raggi del Sole. Una parte dell’energia solare viene quindi catturata dalle piante e trasformata in sostanza organica. Questo avviene grazie a un processo chiamato fotosintesi clorofilliana, grazie alle quale le piante acquatiche e terrestri convertono la sostanza inorganica (la radiazione solare) in sostanza organica (ossigeno). Per avvenire la fotosintesi clorofilliana, oltre alla luce del sole, devono essere presenti acqua e anidride carbonica atmosferica. Da qui parte la cosiddetta catena alimentare, per cui la materia organica entrata nel sistema diventa, attraverso trasformazioni biologiche, cibo per gli altri organismi viventi.

La rete alimentare è così composta da:
 

  1. Organismi produttori, cioè le piante, sono il primo tassello di questo delicato equilibrio a produrre sostanze organiche;
  2. Organismi consumatori primari, cioè gli insetti e gli animali erbivori, consumano ciò che producono gli organismi produttori;
  3. Organismi consumatori secondari, cioè i carnivori come rapaci, felini, ma anche pesci e invertebrati, che si nutrono principalmente o esclusivamente dei consumatori primari.
  4. Organismi consumatori apicali o finali, sono i grandi felini o i grandi rapaci, solitamente meno numerosi all’interno di un ecosistema;
  5. L’ultimo anello della catena sono gli organismi decompositori. Si tratta di batteri e funghi che decompongono le sostanze organiche in composti inorganici, concimando così il terreno e rimettendo in circolo le sostanze grazie alle piante.

L’equilibrio dinamico di un ecosistema si mantiene quando questo ciclo alimentare non è interrotto e non c’è una predominanza di un organismo rispetto ad un altro. Basti pensare a un ecosistema in cui i carnivori sono superiori agli erbivori: cosa mangerebbero?

Ma anche il contrario: l’assenza di predatori creerebbe uno squilibrio tra le prede ed un eccessivo consumo degli organismi produttori. Gli erbivori finirebbero con l’estinguersi a causa di un’elevata competizione alimentare per i pochi vegetali da consumare. Lo squilibrio non sarebbe quindi solo tra gli erbivori ma coinvolgerebbe in primis il primo anello della catena alimentare

Le relazioni che intercorrono tra gli organismi viventi sono quindi delicate e tutte importantissime e l’equilibrio che creano all’interno degli ecosistemi viene definito climax.

Cos’è un ecosistema

Tipi di ecosistema

Esistono due differenti tipologie di ecosistemi che si distinguono in: ecosistemi naturali ed ecosistemi artificiali. Questi ultimi vengono chiamati così perché creati dall’uomo. I primi, invece, esistono in natura e si sviluppano in autonomia.

L’uomo è presente in entrambe le tipologie e la sua responsabilità più grande è quella di non interferire con essi, per evitare di alterarne gli equilibri.

I macro-ecosistemi naturali sono definiti dal tipo di vegetazione e di clima. Possiamo elencare:
 

  • Savana
  • Deserto
  • Steppa
  • Tundra
  • Macchia mediterranea
  • Foresta tropicale
  • Foresta temperata

Artide e Antartide sono accomunati da un sistema di tipo glaciale.

Merita poi una menzione a parte l’ecosistema marino, il più vasto del nostro pianeta. La Terra è infatti costituita per il 70% di acqua e ci dimentichiamo spesso il ruolo fondamentale rivestito dai mari, dagli oceani e dai suoi abitanti.

Gli ecosistemi artificiali o antropici, invece, sono gli ecosistemi urbani, cioè le città e i centri abitati, e l’agrosistema, cioè la coltivazione agricola e gli allevamenti. Esistono anche ecosistemi urbani che coniugano l’equilibrio dell’ecosistema naturale con la presenza dell’uomo: sono gli ecovillaggi, modelli abitativi sostenibili e autosufficienti a livello sia energetico che alimentare.

Ecosistema e biodiversità in Italia

L’Unesco, grazie al programma scientifico intergovernativo avviato nel 1971 “L’uomo e la biosfera”, ha istituito delle Riserve della Biosfera. Queste aree vengono definite come “luoghi di apprendimento per lo sviluppo sostenibile”. Grazie a questo programma, viene studiato il cambiamento della biodiversità e le interazioni tra sistemi sociali ed ecologici. Negli anni l’Unesco ha istituito 714 Riserve della Biosfera in 129 Paesi del mondo,   di cui 19 solo in Italia e che si aggiungono ai numerosi parchi nazionali presenti nel nostro Paese.

Le Riserve in Italia sono:

  • Collemeluccio-Montedimezzo (Molise)
  • Circeo (Lazio)
  • Miramare (Friuli Venezia Giulia)
  • Cilento e Vallo di Diano (Campania)
  • Somma-Vesuvio e Miglio d'Oro (Campania)
  • Ticino, Val Grande Verbano (Lombardia/Piemonte)
  • Isole di Toscana (Toscana)
  • Selve costiere di Toscana (Toscana)
  • Monviso (Piemonte)
  • Sila (Calabria)
  • Appennino Tosco-Emiliano (Toscana – Emilia Romagna)
  • Alpi Ledrensi e Judicaria (Trentino-Alto Adige)
  • Delta del Po (Emilia Romagna - Veneto)
  • Collina Po (Piemonte)
  • Tepilora, Rio Posada e Montalbo (Sardegna)
  • Valle Camonica-Alto Sebino (Lombardia)
  • Monte Peglia (Umbria)
  • Po Grande (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto)
  • Alpi Giulie italiane (Friuli Venezia Giulia)

Preservare gli ecosistemi è un impegno collettivo. Così come scegliere un fornitore con energia rinnovabile. Noi di Acea Energia abbiamo deciso di fare la differenza. La nostra energia ha una “Garanzia d’Origine” (GO) e abbiamo convertito tutte le nostre offerte in offerte ECO, con compensazione delle emissioni di CO2. Scopri le nostre offerte Luce e Gas e scegli di stare dalla parte dell’ambiente, insieme a noi.

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