Come funziona un frigorifero senza elettricità?

Un utilizzo consapevole degli elettrodomestici rientra tra le priorità di chi amministra il budget familiare. Gli apparecchi che si usano in casa possono infatti incidere pesantemente sulla bolletta della luce.  Tra di loro il frigorifero è senza dubbio tra i più impattanti. Acceso ogni ora del giorno e tutti i giorni dell’anno, consuma moltissima corrente elettrica. Una soluzione è il frigo senza corrente. Questa variante green consente di tenere al fresco gli alimenti senza dover usare la corrente. Vediamo come funziona e quanto permette di risparmiare un frigorifero senza elettricità.

Cos’è un frigo senza corrente

Un frigorifero senza corrente è un apparecchio che permette di raffreddare cibi e bevande indipendentemente dalla disponibilità di energia elettrica nell’ottica di una svolta green ed ecosostenibile.  Un frigorifero senza energia elettrica funziona in base alle regole della legge della termodinamica. Ciò significa che la temperatura che si va a generare all’interno del frigorifero naturale si abbassa al livello di un modello tradizionale. Di questa soluzione ecologica sono stati proposti i seguenti modelli.
 

Frigo senza corrente: ecco come funziona


Bio Cooler

Il Bio Cooler è il modello più noto di frigo senza corrente. Realizzato da Leo Burnett Colombia, in collaborazione con l’International Centre di fisica di Bogotà, è stato prodotto da Coca Cola. Questo dispositivo ha in tutto e per tutto le sembianze di un mobile, sulla cui parte superiore sono state inserite delle piccole piante. Sono proprio loro che, tramite l’irradiazione solare, favoriscono l’evaporazione dell’acqua utile a far funzionare il frigo. L’acqua evaporata viene infatti raccolta tramite un sistema di specchi e immessa nella parte inferiore del dispositivo. Qui sono presenti alcune lattine pronte ad essere raffreddate. A una temperatura maggiore dell’ambiente corrisponde una maggiore evaporazione dell’acqua. Ne consegue che anche la condensazione degli specchi aumenta e gli alimenti vengono meglio refrigerati. L’obiettivo dei produttori è quello di impiegarlo anche per la conservazione di vaccini e farmaci, affiancando alla tutela dell’ambiente anche quella della salute pubblica.

Freejis

Un altro prototipo di frigo fai da te è stato ideato dall’italiana Caterina Falleni e prende il nome di Freejis. Il termine è l’unione dell’inglese free (disponibile), di friji (che in swahili significa “fresco”) e S, ovvero l’entropia che bene individua il funzionamento del prodotto. A differenza del Bio Cooler, Freejis è stato pensato per frutta e verdura ad uso domestico. Non si serve di energia elettrica e anche in questo caso il sistema di refrigerazione avviene per mezzo dell’evaporazione dell’acqua. Questa è contenuta nell’intercapedine tra un contenitore interno, in alluminio, e uno esterno, in terracotta. Il principio di funzionamento riprende il concetto di evaporative cooling. Un esempio naturale è quello della sudorazione cutanea che permette di abbassare la temperatura corporea.

Freejis, infatti, è formato da una parte esterna in ceramica a pasta porosa che assorbe calore ed energia provenienti dall’irraggiamento solare. Questi vengono poi trasferiti, per conduzione (urti molecolari), a delle microcapsule inserite nell’acqua contenuta nell’intercapedine. In questo modo l’energia termica viene trasformata in energia cinetica, innescando l’evaporazione parziale del liquido. La parte interna, destinata a conservare gli alimenti, cede energia sottoforma di calore per riequilibrare il sistema. Così facendo attiva il raffreddamento del nucleo in cui sono contenuti gli alimenti. La forma esterna, invece, crea l’autoventilazione. Quattro sono le variabili che influenzano il prodotto: umidità relativa, ventilazione, superficie esterna e materiali utilizzati.

Zeer

A inizio secolo il docente nigeriano Mohammed Bah Abba progettò il frigorifero senza energia elettrica nel deserto. Questo congegno gli valse una citazione sul Time, nel 2001, fra le invenzioni dell’anno. Il meccanismo funziona inserendo i recipienti uno dentro l’altro, riempiendo lo spazio restante con sabbia bagnata. Nel momento in cui la sabbia si asciuga, a contatto con l’aria del deserto, il calore nel recipiente interno viene disperso, mantenendo però fresco il contenuto. Questa invenzione spopolò in Africa, con la distribuzione di centinaia di miglia di modelli. Venne inoltre usata anche da Medici Senza Frontiere per conservare farmaci antimalarici destinati ai bambini.

Come costruire un frigorifero fai da te

Finora abbiamo visto i modelli di frigo senza corrente più noti nel mondo. Costruire un perfetto frigorifero fai da te in casa, però, non è un’impresa estremamente complicata. Prima di capire come, va specificato che la resistenza di un dispositivo simile dipende da diverse variabili:
 

  • Temperatura ambientale
  • Umidità presente nell’aria
  • Esposizione all’ombra
  • Ventilazione

Quest’ultimo fattore consente di abbassare la quantità di umidità presente nell’ambiente e garantisce una costante evaporazione dell’acqua. La realizzazione di un frigo fai da te non è molto diversa da quella di una serra fatta in casa. Una soluzione pratica comprende due vasi di ceramica o terracotta di dimensioni compatibili tra di loro. Oltre a loro servono sabbia e acqua, che vanno posizionati tra di loro a fungere da isolante termico. Risulta inoltre utile servirsi di uno straccio. Gli alimenti vanno inseriti nel vaso più interno e coperti con un panno bagnato. Nel momento in cui l’acqua comincia ad evaporare, la temperatura del vaso interno si raffredda, preservando cibo e bevande dal calore. La sabbia va dunque posizionata all’interno dell’intercapedine che si va a creare tra i due vasi. Una volta fatto, bisogna versare acqua nello spazio creato tra i due vasi (intercapedine) fino a saturare completamente la sabbia.

Questa soluzione si può creare in pochi minuti e restituisce, a condizione di rispettare le variabili sopra descritte, ottimi risultati. Si consiglia di sperimentarla soltanto per conservare al fresco lattine o alimenti di piccole dimensioni, complice anche il diametro dei vasi.
 

Frigo senza corrente: ecco come funziona


Come risparmiare in casa senza un frigorifero naturale

Come abbiamo avuto modo di vedere, il frigo senza corrente può essere utilizzato più in generale per tenere freschi frutta e ortaggi nelle zone sprovviste di elettricità e non solo. Questa procedura, che può diventare utile anche in caso di improvvisi black-out alla rete elettrica, permette anche di allungare il tempo di conservazione del cibo.

In attesa che le idee e le ricerche arrivino a un livello superiore, contemplando anche la realizzazione di un congelatore senza corrente, se si dispone di un frigo tradizionale esistono alcuni rimedi per non sprecare energia. Per consumare meno con il frigo è fondamentale tenerlo lontano da fonti di calore e pareti. L’apparecchio va posizionato ad almeno 10 centimetri di distanza dal muro, per favorire la ventilazione. Inoltre ogni cibo va alloggiato al posto giusto e gli alimenti non vanno mai messi in frigo da caldi: ne va dell’utilizzo del motore, che consumerà più elettricità per portarli alla giusta temperatura.
Il frigorifero va sempre impostato alla temperatura corretta, per farlo lavorare il meno possibile, e non deve essere troppo pieno. Per ottimizzare i costi in bolletta, però, l’utilizzo consapevole deve sempre essere abbinato a un elemento indispensabile: la migliore offerta. Scopri come risparmiare sui costi della bolletta grazie alle offerte luce e gas di Acea Energia.

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