Casa in affitto: quali spese spettano al proprietario
e quali all’inquilino?

In Italia quasi una famiglia su tre sceglie di vivere in una casa in affitto. Questo mercato in crescente ascesa lascia da sempre aperto un dubbio che riguarda tanto il locatore quanto il conduttore: chi si fa carico delle utenze domestiche? E ancora, a chi spetta la manutenzione ordinaria e straordinaria a fronte di un contratto di locazione? La cura del giardino e le spese per gli elettrodomestici sono a carico del proprietario dell’immobile o degli inquilini? Vediamo allora cosa si intende per bolletta di utenza e a chi spettano le spese ordinarie e straordinarie di locazione.

Cosa si intende per utenze domestiche

Sotto la dicitura di utenze domestiche rientrano quelle relative a beni o servizi riguardanti abitazioni o immobili destinati ad uso abitativo. Sono compresi anche garage, cantine e posti auto. Le utenze domestiche riguardano inoltre l’allaccio alla rete idrica, corrente elettrica, gas e linea telefonica.

L’utenza per gas e riscaldamento definisce rispettivamente fornitura e consumo per riscaldamento e cucina. L’utenza dell’energia elettrica riguarda fornitura e consumo della corrente per funzionamento e utilizzo di luce e dispositivi elettrici nell’abitazione. Anche la fornitura dell’acqua potabile e i servizi di smaltimento dei rifiuti si annoverano tra le utenze domestiche, al pari dell’allacciamento della rete telefonica. Più in generale si definiscono utenze domestiche quelle che, per poter essere utilizzate, necessitano di un allacciamento. Alcune, come ad esempio la Pay Tv o la rete internet, rischiano spesso di passare inosservate. Soprattutto per questo motivo è fondamentale sapere sin da subito chi debba farsi carico della bolletta utenze tra locatore e conduttore.

Manutenzione casa in affitto e bollette

Utenze domestiche: chi paga tra proprietario e inquilino?

Nel momento in cui si stipula un contratto di affitto, le bollette delle utenze domestiche possono:

  • restare intestate al padrone di casa: in questo caso sarà questi a chiedere, di volta in volta, il rimborso del pagamento corrisposto a chi fornisce il servizio
  • venire intestate all’inquilino tramite un contratto autonomo: in questo caso il conduttore diviene titolare delle bollette e può versare autonomamente i pagamenti.

Il primo caso è caratteristico di quei contatori che si riferiscono a un unico impianto condominiale, con consumi riscossi dall’amministratore. Quest’ultimo, per legge, è tenuto a rivolgersi soltanto ai condomini, ovvero ai proprietari delle singole unità abitative. Non è prevista, invece, la chiamata in causa degli affittuari. Nel caso di affitto con bollette intestate al proprietario, dunque, le bollette della luce e del gas (così come quelle dell’acqua) vengono pagate dal locatore, che poi si rivale sul conduttore. In situazioni del genere si rivela quantomai utile uno strumento come la bolletta web, ricevibile direttamente all’indirizzo di posta elettronica e consultabile su qualsiasi device, e comodamente condivisibile con il locatario. Il pagamento deve avvenire entro due mesi dalla richiesta. Se ciò non accade, l’inquilino può incorrere in uno sfratto.

Altresì se le utenze domestiche sono intestate all’affittuario, il locatore non ha ripercussioni negative in caso di morosità. Gli eventuali debiti lasciati dall’inquilino, dunque, non ricadono sul proprietario dell’immobile. Il conduttore risulta il responsabile unico per il mancato pagamento delle bollette e, pertanto, l’unico inadempiente nei confronti della società fornitrice. In nessun caso, però, come stabilito dalla Corte di Cassazione, il padrone di casa può procedere alla chiusura anticipata del contratto lasciando l’inquilino senza luce e gas. Questa pratica ha infatti rilievo penale, configurandosi come reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Inoltre, è utile ricordare che è possibile intestare bollette senza contratto di locazione. Se si sta traslocando e non si dispone ancora del contratto di affitto, questa procedura può rivelarsi necessaria. Per attivare l’utenza è sufficiente che il contratto d’affitto sia in registrazione. Basta, quindi, il preliminare di locazione per poter attivare un nuovo contratto luce e gas.  

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Manutenzione casa in affitto: le spese ordinarie e straordinarie

Chi si fa carico, invece, della manutenzione ordinaria e straordinaria di una casa in affitto? Finora abbiamo capito che, per quanto riguarda la manutenzione ordinaria in affitto, le spese per riscaldamento e luce (consumi compresi) sono a carico dell’inquilino. Diversamente il padrone di casa è tenuto a provvedere alla manutenzione straordinaria per il riscaldamento e all’installazione e alla sostituzione dell’impianto di illuminazione.

Spese ordinarie

Per legge le spese ordinarie spettano al locatore. L’articolo 1576 del Codice civile stabilisce, tuttavia, che gli interventi di piccola manutenzione restano a carico del conduttore, ovvero l’affittuario. Al proprietario di casa spettano tutte le spese necessarie a permettere all’inquilino di godere al massimo del bene a lui concesso. Rientrano in questo novero le spese per riparare i guasti domestici. A carico del proprietario sono anche le spese relative ad impianti elettrici, idrici e del gas, così come quelle inerenti muri, tetti e coperture. Tutto questo a condizione che i guasti non siano imputabili alla condotta dell’inquilino. Se infatti la causa di un malfunzionamento è riconducibile al comportamento del conduttore, i costi gravano su quest’ultimo.

Manutenzione casa in affitto e bollette

Spese di piccola manutenzione

Per quanto riguarda gli interventi di piccola manutenzione a carico dell’affittuario, invece, si intendono tali quelle derivanti dal deterioramento dovuto all’uso della cosa. Riassumendo, dunque, se l’inquilino danneggia qualcosa in casa sarà lui a pagarlo. Al contrario, se la riparazione dipende dalla vetustà dell’oggetto in causa, il proprietario è tenuto al pagamento.

E per quanto riguarda la manutenzione del giardino in una casa in affitto? L’art. 2 comma 3 della legge 431/98 fa rientrare questa spesa tra quelle ascrivibili al conduttore. Solo la manutenzione straordinaria del giardino graverà sulle spalle del proprietario. Al conduttore sono associate tutte le spese degli spazi condominiali comuni. Nel caso di anticipo di spese urgenti, invece, l’inquilino è tenuto a richiedere il rimborso al proprietario.

Manutenzione ordinaria e straordinaria elettrodomestici

Il Codice civile stabilisce che il locatore “deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccetto quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore”. Chiarito questo punto, vediamo come funziona quando si danneggia un elettrodomestico e si impone la sua sostituzione. Come visto in precedenza, le spese riguardanti deterioramenti riconducibili all’uso dell’elettrodomestico ricadono sull’inquilino. Al padrone di casa spettano però tutte le riparazioni dipendenti dall’età dell’elettrodomestico. Rientrano tra queste quelle relative alle schede elettroniche, al motore o a qualsivoglia componente indispensabile al funzionamento dello strumento.  Allo stesso modo il locatore deve provvedere alle spese derivanti da casi fortuiti cagionati dall’unita abitativa, come ad esempio un corto circuito.

Locatore e conduttore hanno un obiettivo comune: mantenere casa al massimo della sua efficienza e risparmiare sulle spese. Per abbattere i costi delle bollette di luce e gas basta scegliere un fornitore affidabile come Acea Energia. Scopri le offerte dual e dai un taglio deciso ai costi extra. In più con Acea Energia si sceglie la sostenibilità grazie alle offerte Luce 100% Green con energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili e Gas 0% CO2 che consente di compensare le emissioni di anidride carbonica provenienti dai consumi quotidiani.

 

 

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